Te lo ricordi quando eri piccolo e credevi nei supereroi? Ti ricordi di quanto avresti voluto avere un superpotere anche tu? Poi sei cresciuto e hai capito che è solo una finzione: i superpoteri non esistono e neanche i supereroi, sono solo invenzioni! E se non fosse così? Se qualcuno, invece, avesse davvero dei superpoteri? Oggi vi racconterò di Melissa McCraken e del suo superpotere: Melissa vede i suoni.

Proprio così, quando lei ascolta “Imagine” dei Beatles non sente solo il suono, come capita alla maggior parte di noi, ma vede anche qualcosa: vede colori che si mescolano tra di loro creando anch’essi, come la musica, un ‘armonia.

Melissa non sapeva di essere speciale quando a soli 15 anni chiese al fratello: ” Per te di che colore è la lettera C?” e il fratello le rispose che le lettere non hanno colore. Sembrava impossibile, per tutto quel tempo aveva sempre creduto che la C fosse giallo canarino!

Presto si scoprì che la condizione di Melissa ha un nome: sinestesia. Sinestesia significa, letteralmente, “percepire insieme “. Se vogliamo capire bene di cosa si sta parlando dobbiamo rispolverare qualche conoscenza di neuroanatomia. Saprete che il nostro cervello è costituito da aree specifiche che si attivano in base al tipo di stimolo che ci viene presentato: quando ascolto la mia canzone preferita, in contemporanea, si attiva l’area del mio cervello che è specializzata nella percezione dei suoni e lo stesso succede alla maggior parte di voi.

Per le persone come Melissa, invece, si verifica un sincronismo funzionale e, contemporaneamente, si attivano altre aree implicate in altre tipologie di percezione. Esistono vari tipi di sinestesie relative a interferenze percettive differenti. Una tra le più affascinanti è “la sinestesia del tocco a specchio“: chi vive questa condizione, vedendo qualcuno che viene toccato, percepisce la sensazione tattile sul suo stesso corpo; lo stesso succede osservando qualcuno che viene picchiato, abbracciato e così via.

Attualmente non c’è una teoria condivisa su cosa determini queste particolari percezioni, un ruolo importante sembra averlo, però, la genetica.

Studi recenti hanno permesso di capire che persone con la sinestesia sono più creative rispetto al resto della popolazione e hanno grandi doti mnemoniche. Melissa, infatti, è una pittrice: disegna le sue “visioni” e poi le vende sul suo sito.

La particolarità delle sue opere sta nel fatto che ognuna ha come titolo il nome di una canzone che le ha ispirato quel dipinto permettendoci, in questo modo, di entrare per qualche momento nel suo mondo, dove musica e colori inevitabilmente diventano un tutt’uno. Vi consiglio di ascoltare “Karma Police” dei Radiohead mentre osservate il dipinto proposto sopra, vi invito a divertirvi, cimentandovi nel mondo di questa giovane ragazza e provare a capire quale pezzo della canzone rappresenta il bianco, quale il blu e così ancora fino all’ultima nota.

Fare questo giochetto, infatti, potrebbe essere, oltre che divertente, anche utile, perché alcuni ricercatori sostengono che esercizi di questo tipo mantengano attivo il cervello.

D’ora in poi potremmo iniziare a domandarci che sapore potrebbe avere il nostro nome, di che colore potrebbe essere una poesia di Ungaretti e chi più ne ha più ne metta. Sembra, infatti, che ognuno di noi abbia un po’ queste capacità, anche se in maniera molto meno accentuata. Sembra che queste doti siano il frutto di conoscenze acquisiste fin da bambini: pensiamo alle lettere magnetiche colorate attaccate al frigorifero, per esempio!

Tra gli altri personaggi noti, che vivevano questa strana condizione percettiva, ricordiamo: Kandinsky, uno tra i pittori più geniali; Nabokov, noto scrittore; Bleuler, uno dei pilastri della psichiatria.

Il potere della mente non smette mai di sorprenderci.

Non far prevalere in te il ripudio verso il diverso, cerca, invece, di capirlo e di provare a metterti, almeno per qualche secondo, nei suoi panni.

 

Bibliografia

“Colori in libri, colori in formule matematiche, cifre, colori nei concerti”- Melissa McCraken

 

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Simona Casale
Sono una studentessa di 21 anni. Attualmente vivo a Padova e sono iscritta alla magistrale di psicologia clinica. Sono originaria di un paesino del Sud Italia, in Campania; mi sono trasferita a Roma per l'università e lì mi sono laureata in Scienze e tecniche psicologiche, con il massimo dei voti. Ho trascorso sei mesi in Erasmus a Parigi, in Francia. Sono tremendamente incuriosita dall'altro, chiunque esso sia. Ho fatto volontariato in passato e spero di riuscire a ricominciarlo al più presto. Oltre alla psicologia ho un'altra passione che coltivo da sempre: la scrittura. Ho vinto un premio di scrittura creativa e ho scritto qualche articolo per un giornale. Grazie a Cultura Emotiva posso provare a conciliare questi miei interessi. Contatti: simo.casale@hotmail.it

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