Chiara Ferragni, per chi ancora non la conoscesse, è una blogger italiana. Nata a Cremona, terminate le superiori, si iscrive al corso di Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Nel 2009 crea il blog “The Blond Salad” che la renderà famosa in tutto il mondo.

Nel 2014 riuscì a fatturare 8 milioni di dollari. Ma come c’è finita la Ferragni in un blog dedicato alla psicologia?! Vi sorprenderà, forse, sapere che la psicologia moderna si sta molto interessando all’impatto che i nuovi social network hanno su di noi e sulla nostra mente.

Chiara Ferragni è, infatti, soltanto uno dei 500 milioni di utenti di Instagram e, questi utenti, proprio come lei, scelgono di condividere ogni giorno le loro esperienze ed i loro interessi. Chiara è riuscita a trasformare questo semplice passatempo in un vero e proprio lavoro che l’ha resa famosa a livello internazionale.

Ma cosa ha reso questo passatempo virale? Cosa scatta nella mente della Ferragni ogni volta che posta una foto? Se l’è domandato Nin Eyal, docente dell’Università di Stanford.

Grazie ad una serie di ricerche, il professor Eyal è giunto alle seguenti conclusioni:

– Da sempre l’uomo cerca un modo per contrastare il tempo che passa. Tutte le volte che stiamo vivendo un bel momento vorremmo che non terminasse mai e, per anni, l’Homo sapiens ha cercato una qualche maniera per riuscire a catturare il tempo. Capirete che la fotografia è un ottimo mezzo per riuscire in questo intento.

– Dopo che la foto è stata scattata, condividerla con gli altri permette di avere subito una forte ricompensa. Sapere che agli altri piace quello che io sto facendo mi fa sentire apprezzato. Sostanzialmente questo aspetto ci riporta ad uno dei concetti più noti nell’ambito della psicologia comportamentale: il rinforzo. Quando un nostro comportamento ci conduce ad ottenere un piacevole risultato (rinforzo positivo) siamo più propensi a rimetterlo in atto in futuro, per essere nuovamente ricompensati. I likes che riceviamo ad una nostra foto rappresentano una forte ricompensa, l’autostima cresce e non vediamo l’ora di postare un’altra foto per sentirci di nuovo così importanti.

-Considerando che quel rinforzo fa stare molto bene chi lo riceve, così come tutte le cose che ci fanno stare bene, iniziamo ad investire sempre più energie al fine di ottenere il prossimo like. E’ proprio questo modo di agire che spinge Chiara Ferragni e tutti gli instagrammer a modificare una foto più volte, a fare più scatti per assicurarsi di postare quello migliore.

Probabilmente molti di questi aspetti erano già stati attentamente valutati da Kevin Systrom, fondatore di Instagram, laureato in “Sistemi simbolici” a Stanford.

Pavica Sheldon e Katherine Bryant hanno condotto un’altra interessante ricerca presso l’Università di Alabama. Hanno cercato di capire quali sono i motivi più comuni che spingono le persone ad utilizzare Instagram. E’ emerso che la maggior parte delle persone lo usa soprattutto al fine di sorvegliare gli altri. Questo strumento, infatti, ci permette di spulciare nella vita altrui.

Grazie ad Instagram sappiamo come Chiara Ferragni festeggerà il suo compleanno, quante Chanel ha e cosa ha mangiato a colazione e, chissà, forse anche lei stessa lo usa principalmente per conoscere le abitudini di qualcun altro.. mai dire mai!

Gli autori di questa ricerca hanno provato anche ad analizzare la personalità di coloro che più utilizzano i social. E’ emerso che chi ha un tratto narcisistico di personalità è più propenso a un utilizzo assiduo di Instagram, perchè permette di avere un maggior controllo sulla visione che gli altri hanno di loro.

Questo dato non sorprende: il tratto narcisistico caratterizza quelle persone che, pur sembrando molto sicure di loro stessi, hanno, in realtà, un’autostima molto fragile e un costante bisogno dell’approvazione altrui per sentirsi adeguati. Ritornando al tema del rinforzo, quindi, tanti likes possono essere di grande aiuto per saziare l’ego di questi soggetti. Sarà forse per questo che la Ferragni iniziò a postare le sue prime foto?

Ultima curiosità: “The Blond Salad” e tutte le altre instagrammer influencers come lei, quanto influenzano le nostre vite?

A questo proposito un esperimento sociale che merita di essere citato è quello che fu condotto utilizzando uno dei social network più famosi al mondo: Facebook. Nel Gennaio del 2012, la squadra “Data science del social network” modificò gli algoritmi che regolano quotidianamente le informazioni che appaiono sulla nostra pagina principale di Facebook.

Grazie a questa modifica, sulla home page di alcuni utenti, apparivano solo i post più tristi tra quelli pubblicati dai loro amici; sulla home page di altri, invece, apparivano solo i post più allegri. Gli utenti con le bacheche “tristi”, a loro volta, tendevano a pubblicare qualcosa di altrettanto triste; esattamente il contrario succedeva a coloro a cui erano capitate le bacheche “allegre” che si adeguavano e proponevano, ai loro amici, post allegri.

Appare evidente, quindi, come quello che leggiamo, anche distrattamente, le foto che guardiamo, solo per passare il tempo, le informazioni che postiamo, in qualche modo, condizionino i nostri pensieri e le nostre azioni.

I social network hanno un grande potenziale, non sottovalutiamo, però, quanto la nostra mente possa esserne influenzata.

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Simona Casale
Sono una studentessa di 21 anni. Attualmente vivo a Padova e sono iscritta alla magistrale di psicologia clinica. Sono originaria di un paesino del Sud Italia, in Campania; mi sono trasferita a Roma per l'università e lì mi sono laureata in Scienze e tecniche psicologiche, con il massimo dei voti. Ho trascorso sei mesi in Erasmus a Parigi, in Francia. Sono tremendamente incuriosita dall'altro, chiunque esso sia. Ho fatto volontariato in passato e spero di riuscire a ricominciarlo al più presto. Oltre alla psicologia ho un'altra passione che coltivo da sempre: la scrittura. Ho vinto un premio di scrittura creativa e ho scritto qualche articolo per un giornale. Grazie a Cultura Emotiva posso provare a conciliare questi miei interessi. Contatti: simo.casale@hotmail.it

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