È arrivata l’estate: sole, mare, caldo (tanto caldo…), e più tempo libero. C’è chi si dedica all’attività fisica, chi ci rinuncia per spaparanzarsi in spiaggia e chi si dedica alla lettura. Proprio a voi vorrei rivolgermi, cari lettori stagionali (ma anche abituali eh!) per consigliarvi un ebook gratuito e facile da scaricare.

Attenzione! Non è un volume della collezione Harmony, non me ne vogliano le appassionate lettrici o i sensibili lettori ma titoli come “Conflitti di cuore” e “La sposa del dottore” non fanno parte dei miei gusti letterari, ehmm…troppo romanticismo non è nelle mie corde…

Questo libro mi ha colpito intensamente, nel profondo devo dire. Il motivo è molto personale: in certi passi, come in una sorta di trasposizione, il protagonista mi ricordava me da piccola, vittima della “vecchia scuola”, dove per far apprendere con gioia e serenità agli adorabili frugoletti, i maestri utilizzavano le mani e le più fantasiose umiliazioni… a tutto c’è una spiegazione e i tempi erano sicuramente diversi dall’attualità…

Bene, come potrete capire da questo incipit non è una favoletta d’amore ma ha comunque, e nonostante tutto, un lieto fine. Troverete draghi mostruosi da combattere con le unghie e con i denti, ma anche principi, o meglio Demoni buoni, che da queste battaglie ne usciranno valorosi.

Vi presento Giacomo, voi direte “ma chi è?? Sarà un nuovo scrittore?” Lui, a questa superba definizione, probabilmente si metterebbe a ridere, lui che con le lettere ha sempre avuto seri problemi. “Sarà qualche grande scienziato, stile Albert Einstein che avrà scoperto chissà quale teoria della relatività?” No no, non è un uomo di ingegno come il grande Albert ma con lui ha molto, molto in comune!

Giacomo Cutrera è un ragazzo, sì un semplice ragazzo come tanti se ne vedono in giro, ha 29 anni e vive a Brescia. È lui che ha scritto questo libro, per raccontare la sua vita con una compagna di viaggio molto particolare, la dislessia…cos’è la dislessia?

Appartenente alla più ampia categoria dei disturbi dell’apprendimento (DSA), è un disturbo della capacità di lettura e decodifica dei simboli del linguaggio scritto. La lettura orale è caratterizzata da lentezza, anche nella comprensione del contenuto, distorsioni delle lettere, sostituzioni e omissioni (AID, 2015). Sì, mi rendo conto questi termini tecnici sono difficili da comprendere, ma guardate questo video, praticamente la dislessia è questa:

(La musica di sottofondo non è una nota folcloristica, tanto per fare “burdellu”, come si dice dalle mie parti, ma è la colonna sonora di un bellissimo film di Aamir Khan “Stelle sulla Terra”, la scena di Ishaan che guarda il ritratto che ha fatto di lui il maestro Nikumbh giuro! mi ha fatto piangere come una bambina)

Alcuni la definiscono una malattia, altri un problema, altri ancora credono che sia la conseguenza di qualcosa di poco definito e oscuro, ma la realtà è che nessuno è in grado di definirla. Attualmente molti scienziati si stanno adoperando per cercare le cause della dislessia, ma per ora, non vi sono risultati certi.

Lo stesso Giacomo non ha mai studiato la dislessia, non è un esperto della dislessia, non sa spiegare e spiegarsi cos’è esattamente.

Ogni tanto mi chiedono “Esattamente la Dislessia che cos’è?” e capisco che con quel Esattamente si intende “In quale categoria la devo inquadrarla”

Esiste la Disabilità, La Malattia, L’Handicap e molti si aspettano che la dislessia corrisponda perfettamente a una di queste categorie, ma non è possibile perché la Dislessia:

1- Non è una disabilità (per come la concepiamo nel parlare comune)

2- Non è una malattia.

3- Non è un handicap.

Fa parte di una quarta categoria, la dislessia è una Neurodiversità.

Se non avete mai sentito questa parolaccia prima, vi capisco, anche a me suona brutta, ma chiarisce il concetto. Il mio cervello funziona in modo differente rispetto a quello degli altri.

 Come spiegare a qualcuno cosa sia una neurodiversità, senza correre il rischio che il vostro interlocutore vi veda come il piccolo Danny nel famoso thriller “Shining”??

Giacomo ha adottato un approccio diverso… mancino:

“Ho detto a una ragazza: – Prendi in mano una penna. Fai fatica a scrivere? –

– No – mi ha risposto lei.

– Bene, prendi la penna e mettila nell’altra mano, ora fai fatica? –

Lei mi ha risposto di sì e io le ho detto che questa fatica che prova non è una disabilità, nè una malattia nè un handicap ma semplicemente una neurodiversità”.

 La ragazza fa fatica a scrivere con la mano sinistra perché ha un cervello che funziona in modo diverso rispetto ad un mancino e viceversa. Tutti abbiamo delle neurodiversità nello scrivere, un mancino è diverso da un destro, ma non ci verrebbe mai in mente di parlare di un mancino dicendo che è “affetto” da mancinismo.

Essere mancini provoca dei problemi, solo ad una condizione. Se si richiedesse a tutti di scrivere con la mano destra, un ragazzo mancino farebbe una fatica enorme per scrivere e ci metterebbe molta fatica e molto tempo. Si ritroverebbe in una situazione di disabilità e poi la somatizzazione di questo stress provocherebbe una malattia, infine a scuola non completerebbe la verifica e rimarrebbe indietro rispetto ai suoi compagni (handicap), ma cavolo, un mancino non ha un handicap, lo sappiamo tutti.

Se fa fatica è solo perché è stato costretto a scrivere con la mano sbagliata non rispettando la sua neurodiversità. Per la dislessia vale lo stesso principio.

Giacomo Cutrera non sa spiegare in termini scientifici cos’è ma ha cercato di raccontare come l’ha scoperta da solo. “Demone Bianco” è la sua biografia, dove niente è lasciato a caso e tutto parla di lui, a partire dalla scrittura, i caratteri sono più grandi della norma, l’interlinea è più robusta e non è stata utilizzata la forma giustificata. Queste sono scelte motivate da una forte volontà di rendere questo testo il più leggibile possibile. I caratteri più grandi mostrano come un libro non sia un ostacolo insormontabile.

Parte Seconda

CONDIVIDI
Articolo precedenteAiuto, vedo i suoni! La sinestesia.
Articolo successivoGiacomo e il suo Demone bianco. Una storia di dislessia (Parte Seconda)
Emanuela Fici
Sono Emanuela Fici, 31 anni, vivo in Sicilia, a Corleone. Laureata nel 2013 in Psicologia clinica dell’arco di vita presso l’Università degli Studi di Palermo, ho seguito un Master in Gestione delle Risorse Umane. Questo mi ha permesso una bella esperienza in ambito “Relazione Cliente” nella GDO. Nel 2015 mi sono abilitata Psicologa, al momento mi sto occupando principalmente di comunità per minori in fase di adozione/affido e MSNA in qualità di Educatore. Ho scritto articoli di ricerca riguardanti adolescenza e maternità in adolescenza per The International Journal of Humanities & Social Studies e Psicologia Clinica dello Sviluppo. Mi sono occupata di Peer Education in collaborazione con le scuole superiori statali e il distretto socio-sanitario del mio paese. Il mio sogno? Diventare Operatore di comunità per tutta la vita! Contatti: emanuelafici@virgilio.it

ADESSO COSA PENSI?