Genitori di fronte ad opinioni polarizzate devono prendere una decisione di grande responsabilità.

C’è chi è completamente in disaccordo e chi ritiene le vaccinazioni strettamente necessarie. Ci sono esperti a favore ed altri meno. Prendo ad esempio due interviste molto interessanti che ho ascoltato in questi giorni, una a Giampietro Chiamenti (presidente nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri) e la seconda a Stefano Montanari (farmacista ricercatore di Nanodiagnostica). Entrambi illustrano opinioni scientifiche “convincenti”, ma distanti. Questa polarità espone i genitori ad un notevole distress.

Una madre ed un padre che hanno dato alla luce un bambino, che ne sono responsabili e si sacrificano quotidianamente per renderlo felice, come possono sentirsi di fronte ad una scelta così importante?  Il Dott. Chiamenti sottolinea che ogni pediatra ha il dovere di informare il genitore in modo completo sui vaccini; egli infatti in quel momento rappresenta il mondo scientifico medico al quale normalmente si consegna la propria salute.

A volte il rapporto con il proprio pediatra è basato su una tale fiducia che i genitori si sentono sufficientemente tranquilli nella loro decisione, altre volte no. A tal proposito, è da sottolineare come la società stia soffrendo di una mancanza di fiducia verso il mondo medico e farmaceutico, come si può osservare nel fenomeno del medical shopping, che può essere presente anche per l’infanzia. In alcuni casi nessun pediatra sembra convincere abbastanza. Il confronto con un’altra madre che porta il proprio figlio da un pediatra diverso, il quale ha opinioni differenti, può far sorgere dei dubbi, sospetti, rimorso, paura nel genitore.

A chi credere? Farò bene o farò male a far vaccinare mio figlio? Lo stato emotivo dei genitori è senz’altro disastroso. Purtroppo la crescente mancanza di fiducia moltiplica notevolmente il distress dei genitori. Oltre ad esporre singolarmente ogni genitore al dubbio, all’incertezza, alla sfiducia verso le informazioni e i media, il tema dei vaccini espone anche la coppia genitoriale ad un potenziale conflitto. E se la madre volesse vaccinare e il padre no ? O viceversa?

Nella coppia si incontrano i due modelli familiari delle famiglie di origine dei singoli individui e con questi modelli, si incontrano e si scontrano anche opinioni diverse, valori, credo, abitudini di vita e abitudini sanitarie. “L’esperienza della diversità nel fare ed essere famiglia è, ovviamente, comunissima quando si forma una coppia, confrontando e mediando[…]differenze che possono apparire minime, ma diventare grandissime e persino irriconciliabili in caso di conflitto.” scrive Chiara Saraceno, sociologa.

La scelta pro o contro vaccino può esasperare la divergenza delle tradizioni familiari, generare conflitto nella coppia, minare la comunicazione efficace ed il reale confronto tra i partner, aumentando ancora il distress. Inoltre, si dovrebbe sottolineare come il tema dei vaccini si presenti alla prima fase della vita del figlio, e che per molte coppie sia una tra le prime scelte genitoriali. Immaginate di essere una coppia giovane, alle prime armi, di non avere conoscenze mediche e di dover decidere se vaccinare vostro figlio.

Dove vi informereste? E se aveste opinioni divergenti dal partner?  Il Dott. Montanari sottolinea come ai genitori venga chiesto di firmare lo scarico di responsabilità per l’ente sanitario di riferimento durante la vaccinazione. E’ quindi richiesto concretamente e simbolicamente ai genitori di prendersi piena responsabilità della scelta.

Sicuramente le emozioni che provano i genitori di fronte ad una responsabilità di questo livello sono così profonde e forti che sono davvero difficili da gestire. Il vaccino è una scelta che influenza la vita di un figlio, per tutta la sua durata. Alcune scuole accettano i bambini solo se sono vaccinati, e chi non è vaccinato sarebbe escluso. In riferimento a ciò, è da notare la legge sui vaccini obbligatori per asilo e materna in Toscana ed Emilia Romagna.

Il genitore dovrebbe poter ricevere gli strumenti per potersi sentire e percepire come capace di gestire lo stressor. Bisognerebbe lavorare sull’auto-efficacia, o self-efficacy (Bandura).

Bandura spiega che le persone tendono ad evitare le situazioni per le quali non si sentono pronte :“people fear and tend to avoid threatening situations they believe exceed their coping skills”.

E’ importante che i genitori si preparino in modo adeguato a prendere una scelta consapevole. Altrimenti, di fronte ad una situazione dalla quale non possono concretamente fuggire per ragion di legge, presumibilmente prenderanno la scelta per loro più semplice, la più immediata, ma rischiando di non sentire la decisione, travolti dalla fretta di togliersi da quella situazione per cui non sono preparati e per la quale soffrono.

Bisogna evitare che i genitori prendano una scelta affrettata, guidata magari dalla semplice euristica della disponibilità, da ciò che hanno memorizzato da un programma televisivo, da una notizia al telegiornale. L’euristica della disponibilità infatti è un bias cognitivo molto comune, per il quale la stima della probabilitità di un evento futuro sia influenzata dal ricordo di casi ed esempi recenti e vividi e che non considera fattori oggettivi e statistici.

Certo, i genitori sanno che il proprio figlio non sia una “statistica”, un “numero in un database”, e sono guidati dai sentimenti e le emozioni che nutrono verso il figlio. Ma proprio per questo è bene che una scelta così importante venga presa in un contesto di piena consapevolezza, per essere sicuri e sufficientemente rilassati di quello che si è valutato.

E’ fondamentale aumentare la percezione dei genitori di poter comprendere e gestire al meglio lo stressor. Per esempio, potrebbero organizzarsi incontri in cui i genitori vengano stimolati da professionisti medici ad informarsi, raccogliere “il sentito dire”, addentrarsi in ricerche mediche e stilare un elenco di domande e di delucidazioni per le quale necessitano un confronto con i medici.

I dottori e il personale competente così dovrebbe essere disponibile a qualsiasi tipo di domanda, di dibattito, pro o contro vaccini. Chiarire i dubbi delle persone, spiegare. Il genitore deve sentirsi libero di porre qualsiasi tipo di domande senza avere paura di ricevere un giudizio dai professionisti e/o dagli altri genitori. Ritengo quindi molto importante attivare la coppia in prima persona verso la ricerca di informazioni, renderla autrice, creatrice di questioni da porre, temi da portare agli incontri.

“Given approriate skills and adequate incentives, efficacy expectations are a major determinant of [..] how long they will sustain effort in dealing with stressful situations”(Bandura). Quando i genitori si sentono pronti, preparati, capaci di gestire lo stressor, allora saranno capaci di sostenere lo stress inevitabile della decisione da prendere e scegliere con maggiore serenità, prendendosi tutto il tempo di cui necessitano.

Importante è che sia una decisione congiunta di madre e padre, ove possibile, e per questo agli incontri dovrebbero partecipare anche alcuni psicologi per formare sul tema della comunicazione all’interno della coppia durante la presa di questa importante decisone. I genitori hanno presumibilmente paura di questa decisione, hanno paura di nuocere i propri figli, di non fare la scelta corretta. Originari da modelli familiari ed abitudini sanitarie differenti, i due partner dovrebbero essere supportati a mediare una decisione congiunta e personale.

Bisognerebbe tenere presente che i genitori possono arrivare a livelli molto alti di distress per questo tema e che sia quindi dovere della società fornire loro degli strumenti per affrontare questa decisione ed informazioni il più possibile esaustive e corrette.  Le risorse che sono presenti adesso non sono sufficienti. I genitori sono responsabili di nuove vite e questa responsabilità non è da poco. Hanno il diritto di essere sostenuti nella maniera più efficace.

Video di riferimento e bibliografia

http://video.repubblica.it/know-how/know-how-vaccini-obbligatori-per-i-bambini-e-giusto/266606/266978

https://www.youtube.com/watch?v=Bo8FJSc4QpY

Saraceno, C. (2016). Coppie e Famiglie: Non è questione di natura

Bandura, A. (1977). Self-efficacy: toward a unifying theory of behavioral change. Psychological review, 84(2), 191.

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