La palestra, luogo quasi sconosciuto ai più… il mio obiettivo è convincervi a visitarla ogni tanto… già sento lamenti provenire dai divani “Nooo che fatica, ma quale esercizio fisico, sono in forma così!”.

pancetta esagerata, mano sinistra sacchetto di patatine e alla destra una Coca Cola light (per attenuare inutilmente i sensi di colpa), intenti a ruminare davanti alla tv o al computer.

Questa mia opera di persuasione partirà da molto lontano, dall’uomo primitivo per l’esattezza, perché lui sì che era in forma!

Ma cos’è lo sport? È un’attività che possiede regole e procedure ben definite, richiede una concorrenza fisica diretta con un avversario, il cui obiettivo è la vittoria su di esso.

Per anni e anni è stato disprezzato dagli studiosi (probabilmente anche loro poco propensi all’esercizio fisico) per il suo carattere apparentemente inutile; in realtà sarebbe un mezzo che consente all’uomo di sviluppare abilità utili anticamente alla caccia e alla guerra tra le tribù.

Secondo gli psicologi evoluzionistici è un’attività universale, per cui in realtà un ruolo nell’evoluzione della specie ce l’ha, eccome!

Cosa vi fa pensare? A quanto simili siano lo sport e la caccia/guerra. È paradossale ma tutte nascono come un gioco!

ROUGH-AND-TUMBLE PLAY

Questo tipo di gioco si ritrova in tutti i cuccioli sia animali che umani, in particolare i mammiferi, e si verifica parallelamente alla creazione di importanti sinapsi cerebrali e alla differenziazione, nel corpo, delle fibre muscolari lente e veloci, e non certo per caso!

Proprio in questo periodo “sensibile” si cominciano a sviluppare le capacità legate al confronto sociale e al mirroring e le capacità di negoziazione e leadership: durante l’incontro/scontro con il mini “avversario” il cucciolo impara a confrontare la propria forza e astuzia con l’altro, a gestire situazioni a rischio (appunto, la possibilità di prendere mazzate) e a monitorare l’ambiente circostante (Byers e Walker, 1995).

L’atleta viene visto come una sorta di guerriero, pensiamo ai Mondiali di calcio o alla Europa League e alle lodi o imprecazioni, a seconda dei casi, che vengono indirizzate verso i calciatori coinvolti in questa battaglia “ludica”.

Erano gli stessi oneri e onori che dovevano sopportare gli antichi combattenti di pugilato presso i Sumeri nel II millennio a.C. o i famosi eroi Ercole e Teseo, Polluce e Scico della tradizione ellenica e romana, a testimoniare come quasi tutte le discipline sportive attuali in realtà derivano da civiltà lontanissime da noi.

Le analogie tra lo sport e la caccia/guerra si ritrovano anche nel rapporto costi-benefici tra queste attività. I costi sono notevolmente alti per l’uomo: possedere una certa coordinazione nei movimenti, forza, velocità necessarie per schivare l’avversario e assestargli il colpo di grazia, esperienza, conoscenza di sé e del contesto dove ci si muove, per fuggire da lui quando la situazione ehm… diciamo che non sembra delle migliori, e soprattutto sacrificio (allenarsi con costanza e accettare in maniera consapevole di farsi male, certe volte tanto male, fino a morire).

Tuttavia i benefici superano di gran lunga i costi, ed è qui che miei cari lettori vi voglio attenti!

Dovete sapere che diversamente dagli altri primati, presso i quali il compito di curare i piccoli e procacciare loro il cibo è quasi esclusivamente affidato alle femmine, nella nostra specie gli uomini contribuiscono  ad allevare la prole, procurando cibo, riparo, protezione e più tardi insegnando ai figli come gestire ruoli sociali e praticare attività fisiche (ok diciamo che più o meno contribuiscono perché non sempre è così, almeno fanno qualcosa in più dei gorilla…).

In un ambiente ancestrale esposto per milioni di anni all’azione di varie forze ostili come terremoti, uragani, carestie, nemici e altre tragedie varie, per le donne era vitale che il potenziale partner possedesse tutta una serie di requisiti fisici e comportamentali ideali per prendersi cura della compagna e dei pargoli.

E quali sono questi requisiti preferenziali se non quelli che possedevano gli antichi combattenti e gli attuali Cristiano Ronaldo???

Ragazzi, ve lo dice lo stesso Darwin (1871) con la sua teoria della selezione intersessuale:

“Status elevato e un corpo in salute da parte dell’uomo sono un’ottima calamita per le donne che desiderano una relazione a lungo termine, perché esse nutrono aspettative di protezione ed una buona prospettiva di vita individuale e di coppia.”

Per le donne la competizione sportiva, così come succedeva per le nostre antenate che si ritrovavano ad assistere ai combattimenti tra gladiatori nel Colosseo, rappresenta una sorta di palcoscenico dove il successo nella prestazione predice il successo in una potenziale prestazione sessuale.

Inoltre, e questo lo dicono illustri esperti, alcuni tratti fisiologici che contribuiscono al successo atletico, come il livello di testosterone (l’ormone sessuale maschile) sono altamente ereditarie tra le generazioni, rendendo tali “maschi” candidati ideali per la scelta della femmina (Lippi, Longo, Maffulli, 2009).

Anche Platone affermava:

“Se vuoi conoscere il carattere di un uomo, guardalo mentre gioca, imparerai di più su di lui in un’ora che in sette anni di conversazione.”

In altre parole, se fate sport cuccate alla grande!

Ma nello specifico perché i calciatori e i rugbisti sono i preferiti dalle donne?

Beh, tutto sembra legato al tipo di sport che effettuano, il gioco di squadra: questo presuppone qualità indispensabili come capacità di cooperazione tra i diversi membri del gruppo, capacità di negoziare la soluzione migliore per risolvere un problema all’interno della squadra e di ottenere così una performance di successo.

Quindi, voglio chiedervi, care lettrici di Cultura Emotiva, queste sono o non sono caratteristiche che in maniera quasi inconsapevole a noi piacciono tanto??

Abbiamo bisogno di avere accanto un uomo che ci faccia sentire protette e sappia risolvere tutti i nostri problemi, dal tubo rotto in casa alla ruota bucata della macchina!

Spero di avervi convinto ragazzi miei, ma prima di concludere voglio darvi un consiglio: prendete una bella foto di David Beckham o del favoloso nuotatore Camille Lacourt, fatene una gigantografia, mettetela di fronte al vostro tapis roulant e datevi una mossa, buon allenamento!

BIBLIOGRAFIA

  • Lombardo, M.P. (2012). On the Evolution of Sport. Evolutionary Psychology, 10 (1): 1-28.
  • epjournal.net

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