“Non sono le persone che fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone ”
J. Steinbeck

A tutti noi sarà sicuramente capitato di provare quella benefica sensazione rigeneratrice dopo essere tornati da un viaggio: che si tratti di un semplice weekend fuori porta o di un paio di settimane dall’altra parte del pianeta, viaggiare comporta sempre nuove esperienze, conoscenze, adattamenti e situazioni da affrontare che spesso favoriscono la scoperta di aspetti di noi di cui non eravamo a conoscenza.

Non è un caso quindi che la psicologia abbia cominciato a dare spazio alla cosiddetta Terapia del Viaggio

Nel momento in cui si stia affrontando un momento di smarrimento, confusione, disagio, una parte del percorso terapeutico includerebbe un viaggio, che tuttavia non va a rappresentare una semplicemente una gita per staccare la spina allontanandosi da un ambiente potenzialmente patogeno, ma qualcosa che si colloca nella cornice di un intervento più strutturato.

Nasce così la figura professionale del Travel Therapist (ancora in fase di definizione) con cui si indica un lavoro in sinergia tra professionista psicologo e altra figura deputata agli aspetti più tecnici del viaggio.

Travel Therapist è in questo senso da un lato lo psicologo professionista che ascolta, analizza e filtra i bisogni e le necessità del paziente, mettendole in relazione con la sua struttura di personalità per sondare la tipologia di viaggio più adeguato; dall’altro una figura con esperienza concreta nell’organizzazione di viaggi, in grado di assistere e comprendere la sofferenza di quella determinata persona e di interpretare le esigenze e le aspettative dell’individuo (Brunini, 2011).

Questo tipo di esperto, mettendo al primo posto il benessere del paziente, lo aiuterà nella progettazione dell’itinerario.

Ma andiamo a vedere più nello specifico di cosa si tratta.

Uno dei pionieri della Terapia del Viaggio è il dottor Enrique Crow, uno psicologo che ha viaggiato per 10 anni, visitando 31 nazioni in 5 continenti, sperimentando la “Dream Travel Therapy“, la terapia del viaggio da sogno.

Attualmente si è stabilito in Cina dove si è avvicinato molto alle influenze buddiste ed ha costruito un cospicuo team di psicologi che portano avanti con successo questa innovativa visione della terapia in sostegno di varie forme di disagio, in particolare ansia e depressione.

L’idea deriva dal semplice fatto che un viaggio può essere visto come un’accelerazione del nostro vivere, poichè è comprovato che si facciano più esperienze durante un’avventura di una settimana in qualche location esotica piuttosto che restando a casa o seduti in un ufficio davanti ad un computer per un anno.

La Travel Therapy, quindi, non è semplicemente una gita che permette di rilassarsi per qualche giorno: la cosa essenziale che la distingue da una semplice vacanza è che il viaggio deve essere sempre fatto in comunicazione con lo psicoanalista.

Secondo Crow, infatti: “Non puoi davvero cambiare in maniera significativa se non affronti il problema a livello inconscio. E se pensi che puoi, stai solo ballando con i tuoi fantasmi. Il viaggio non è per scappare ma per guarire.

L’elemento fondamentale da tenere in considerazione è che si tratta di un intervento sì innovativo, ma comunque immerso completamente all’interno della struttura della metodologia psicoanalitica, dove il viaggio avviene soltanto quando sia stata effettuata una sufficiente quantità di lavoro di base.

L’analisi dei sogni, in questo senso, rappresenta uno degli strumenti principali del Travel Therapist: essi devono essere analizzati sulla strada mentre sono ancora freschi, indagandone il contenuto latente.

Già Freud aveva a suo tempo sottolineato l’importanza di riportare a galla l’inconscio tramite i sogni, come sosteneva in Die Traumdeutung (1899) e ancora oggi l’analisi del sogno continua a essere di importanza cruciale nella teoria e nella clinica psicoanalitica.

Dopo tutto, lo scopo principale è venire a patti con le emozioni intrappolate nel profondo e con cui non si riesce ad entrare in contatto.

L’idea principale che sostiene questa particolare forma di terapia, è che combinando i benefici del viaggio con quelli della psicoanalisi, ci si può avvicinare ad una strategia di cura efficace.

Questo percorso psicologicamente supervisionato agisce, infatti, da catalizzatore per la guarigione grazie a nuove e differenti esperienze compresse in un tempo ristretto, in cui la persona si immerge in un’atmosfera completamente differente e riceve un nuovo, rinvigorente cambio di prospettiva.

Da una parte può sembrare qualcosa di enormemente costoso, tuttavia bisogna considerare che il costo del viaggio è spesso usato come meccanismo di difesa, perchè si è spaventati da qualcosa che tuttavia ignoriamo.

Lo scopo della Viaggio-Terapia sarebbe, in questo senso, quello di permettere alla persona di elaborare ciò che si trova al di sotto della superficie. Sarebbe buona cosa, infatti, avere con sé un block notes e delle matite per poter annotare e rappresentare tutte le emozioni, sensazioni e pensieri che accompagnano l’esperienza del viaggio.

Questa nuova frontiera della terapia è soltanto una delle tante finestre che si aprono sul mondo della psicologia e che continuano ogni giorno ad arricchirlo. Il viaggio è ancora lungo!

 

Riferimenti Bibliografici
Brunini B., 2011 Travel therapy, Morellini, Milano
Sitografia
www.dreamtraveltherapy.com

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Elvira De Simone
Ho conseguito la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica presso la Seconda Università degli studi di Napoli. Tornata nella mia città di origine, Taranto, ho effettuato il mio tirocinio al Centro di Salute Mentale. Grazie a questa esperienza ho avuto la possibilità di confrontarmi con un concetto di sofferenza psichiatrica molto diverso da quello sempre studiato sui manuali, e di entrare nel vissuto delle persone tramite l'ascolto empatico delle loro esperienze. Da qui si acuisce il mio già acceso interesse per i disturbi psicotici, che posso osservare da vicino anche adesso che svolgo attività di volontariato presso i Centri Diurni D'Enghien e Basaglia del Dipartimento di Salute Mentale di Taranto, partecipando ad attività di sostegno e riabilitazione. In futuro mi piacerebbe frequentare una Scuola di Specializzazione Psicoanalitica, rimanendo aperta all'idea di far parte di una rete di colleghi e professionisti "con altri occhi". Contatti: elvira_desimone@libero.it

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