Mindfulness è uno stato di consapevolezza pura, priva cioè di ogni giudizio o critica; grazie alla Mindfulness è possibile porre attenzione a ciò che succede dentro ed intorno a noi, essendone pienamente coscienti.

Viene da sé la possibilità di apportare la Mindfulness all’alimentazione, per riscoprire dentro di noi quell’innata capacità di autoregolarci, nell’assunzione di cibo.

Parlo di innata capacità in quanto in diversi studi è stato dimostrato che i bambini nascono con doti di autoregolazione alimentare, in grado quindi di scegliere accuratamente, non solo i cibi più idonei ma anche le quantità loro necessarie.

Nel 1939 Clara M. Devis, pediatra americana, effettuò un esperimento su bambini dai 6 agli 11 mesi che non avevano ancora mai assaggiato alcun alimento che non fosse il latte. La scelta dell’età non fu casuale, poiché la Devis voleva che i bambini non solo non avessero mai assaggiato cibo ma che non fossero ancora stati influenzati dai pregiudizi degli adulti.

L’esperimento durò ben 6 anni e ciò che la Devis riuscì a dimostrare, è che questi bambini furono in grado di assumere il giusto apporto calorico, previsto per la loro fascia d’età; va così a rafforzarsi l’idea che i bambini abbiano un’innata capacità di auto-selezionarsi il cibo più idoneo, nelle giuste quantità.

Venendo a tempi più recenti, nel 2000, tre ricercatori del Nutrition Department del Pennsylvania State University riscontrarono che i bambini di 3 anni, di fronte ad un’abbondante porzione di pasta al formaggio, riuscivano a mangiarne la giusta quantità mentre a distanza di soli due anni, bambini di 5 la mangiavano tutta.

In questi due anni nel bambino succede qualcosa o meglio, succede qualcosa nel contesto attorno a lui: tutti continuano a ripetere una frase “Mangia tutto quello che hai nel piatto”.

Questa frase diventa una sorta di mantra che tutti ripetono, a casa propria, dei nonni, all’asilo, alle feste di compleanno, seguita molto spesso da:
“se lo fai…ti compro il gelato!”

“se non lo fai…niente videogioco!”

In questo modo si va ad innescare nel bambino la convinzione che per ottenere ciò che vuole o, per evitare una punizione, deve finire tutto quello che ha davanti, anche se lui è già sazio. Perché attenzione, non sto parlando di bambini che fanno i capricci e che non vogliono le verdure ma sto parlando, di bambini con una buona alimentazione che amano ciò che hanno nel piatto ma che semplicemente capiscono di essere sazi, venendo però spinti oltre il loro effettivo bisogno nutrizionale.

La saggezza interiore dei bambini fino ai 3 anni, quella che permette loro di autoregolarsi con il cibo, senza esagerare o al contrario avere delle mancanze, viene col tempo addormentata, o meglio, repressa.

Il bambino fino a poco prima capace di regolare autonomamente la quantità e la qualità di cibo da ingerire, diviene un automa: esegue gli ordini.

Ordini che con il tempo possono portare il bambino a vivere in maniera conflittuale il cibo; così si avranno bambini che mangiano solo perché devono, bambini che non mangiano certi tipi di alimenti, bambini che eccedono nel cosiddetto cibo spazzatura.

Proprio quel cibo che inizialmente veniva usato come rinforzo per spronare i bimbi a mangiare tutto, diviene un pericolo: i bambini ne abusano ed è così che si arriva al sovrappeso o all’obesità in età pediatrica. In Italia si stima che vi sia più di un bambino su tre, tra i 6 e gli 11 anni, con un peso superiore a quello idoneo per la sua età.

Il cibo spazzatura da premio diviene pericolo e da pericolo diviene divieto, come possibile soluzione al problema di sovrappeso. Molti bambini vivono già nella preadolescenza in condizione di dieta alimentare ma ciò non fa altro che portare il bambino ad adeguare il proprio comportamento alimentare a regole esterne, invece che adattarsi a stimoli interni. Stimoli di cui sappiamo, come già detto sopra, lui ne è a disposizione.

La Mindfulness legata all’alimentazione diviene Mindful Eating, un approccio innovativo alla scoperta di quella che è un’alimentazione consapevole.

Il titolo dell’articolo parla di “Piccoli mangiatori consapevoli crescono” ma in realtà ciò che si ottiene con la Mindful Eating non è una scoperta ma una ri-scoperta, un tornare alle origini di quella che dovrebbe essere per i bambini e per gli adulti un momento sano e piacevole; perché si, il mangiare è uno dei piaceri della vita, come dice infatti un proverbio cinese: “Mangiare è uno dei quattro scopi della vita. Quali siano gli altri tre nessuno lo ha mai saputo.”

Non solo per i bambini ma anche per gli adulti, lo ripeto, in quanto è proprio così: i bambini osservano tutti i nostri comportamenti e tutte le nostre difficoltà, tra cui quella del mangiare. Noi adulti spesso siamo i primi a dover fare i conti con un’alimentazione scorretta, frugale, vittima della nostra vita sempre più frenetica.

Non si è più abituati ad assaggiare, assaporare ma ingurgitiamo cibo solo perché abbiamo necessità di stare in piedi e perciò lo ingurgitiamo al lavoro dietro la scrivania, sul treno spostandoci da casa al lavoro, in piedi mentre cuciniamo per i figli che tornano da scuola ma noi siamo già in ritardo, davanti alla TV perché almeno ci si rilassa.

Quando chiedo ai bambini cosa mangiano a colazione molti di loro mi rispondono: un bicchiere d’acqua e una merendina; spesso in macchina mentre vengono accompagnati a scuola. Alcuni genitori si difendono dicendo che i loro figli non bevono altro perché a loro non piace nient’altro. Vero, in parte, quando però chiedo ai genitori cosa mangiano loro a colazione: “e chi ha tempo di fare colazione a casa! Se va bene mi fermo al bar prima di andare al lavoro!”.

Ecco spiegato il punto cruciale: i bambini ci osservano e se vedono un genitore frettoloso già dal mattino che non ha tempo di fermarsi 5 minuti per mangiare due biscotti o bere un caffè, che idea può farsi di lui?

Thich Nhat Hanh monaco buddista e scrittore di numerosi libri ci ha regalato un profondo insegnamento circa la colazione: “(…) la mia colazione fatta di pane e latte è molto buona e saporita; forse vedendola a voi non sembrerebbe, eppure, se la mangiaste come la mangio io la trovereste anche voi molto gustosa. Pensiamo ora a come si fa colazione in città: la si consuma con una tale fretta che non si ha il tempo di sedersi per mangiarla o di guardare la persona che si ha davanti (…). Spesso non si vede neanche il cibo perchè la mente è completamente oscurata dalle idee, dalle preoccupazioni, da quello che dobbiamo fare durante la giornata. Ogni giorno corriamo da una parte all’altra (…). Così ci perdiamo anche il momento della colazione come una grande occasione per stare insieme nel momento presente con consapevolezza. (…)

Un’esperta di alimentazione in età infantile Ellyn Satter, afferma che sono i genitori a dover stabilire il Cosa, il Quando e il Dove mangiare ma dobbiamo lasciare ai bambini la responsabilità di decidere quanto mangiare.

Molti genitori dimostrano scarsa fiducia nei propri bambini quando questi ultimi dicono di non avere più fame e credendo questa un’affermazione falsa, li spronano a mangiare di più. Il lavoro di un genitore è complicato e tante sono le affermazioni a cui credere o non credere ma riuscendo a fidarci di più dei propri figli si potrà capire meglio la loro posizione, aiutandoli ma soprattutto accompagnandoli nel percorso di crescita, anche di quello alimentare.

Per aiutare i bambini a creare un rapporto sano e piacevole con il cibo dovrete essere voi genitori i primi ad essere in pace con l’alimentazione; non riversate su di loro i vostri problemi o preoccupazioni o il vostro essere a dieta; siate presenti, godetevi il momento presente, da quando siete al supermercato a quando vi siederete con loro a tavola.

Coinvolgete i vostri figli durante la preparazione dei pasti, fate che si divertano a scoprire quali ingredienti servono per un polpettone, che scoprano la bellezza nel veder crescere una piantina di pomodoro nel vaso del terrazzo e che quel pomodoro finisca poi nella loro insalata.

I bambini hanno uno spirito curioso e aperto, spesso noi adulti ce ne dimentichiamo ma la Mindfulness ci insegna proprio questo, a vedere le cose come per la prima volta. Divertitevi con loro mentre siete a tavola, parlando del cibo che state mangiando, ponendo domande: “Come sono le penne al pomodoro?” “Sai dove crescono le carote?”. Vedo tanti bambini che non sanno nemmeno com’è fatta una zucchina intera, quindi non date mai nulla per scontato.

La Mindfulness come scrivevo all’inizio ci insegna ad accettare le cose senza giudizio e con estrema fiducia; siate fiduciosi dei vostri figli e di voi stessi e non giudicate né voi nè loro per le scelte sul cibo. Imparate o meglio, riscoprite il piacere di mangiare di gusto e trasmettete questo piacere ai bambini che vi osservano e prendono esempio da voi.

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC537465/

http://makeupyourowndamnmind.blogspot.com/2009/10/clara-m-davis-ricercatori-cosi-non-se.html

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10670398

https://books.google.it/books?id=HnRZCwAAQBAJ&printsec=frontcover&dq=thich+nhat+hanh+libri+parla+della+colazione&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjWiqvfps7dAhXPqIsKHSd-CroQ6AEIKDAA#v=onepage&q&f=false

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Ilaria Giardini
Sono la Dott.ssa Ilaria Giardini, nata a Cattolica e cresciuta a Pesaro; laureata in Psicologia presso l’Università degli studi di Urbino. Sono psicologa, abilitata all’esercizio della professione e iscritta all’Ordine degli Psicologi delle Marche (n° 2675). Durante la specializzazione in Psicologia Clinica mi sono sempre più interessata all’approfondimento della Psicogeriatria, campo in cui lavoro tutt’ora, facendo parte dell’equipe del Centro Diurno Margherita di Fano (specializzato nelle demenze in particolar modo di tipo Alzheimer) e in cui mi sto ulteriormente perfezionando; ho ottenuto da poco la certificazione come Operatore Validation e ho partecipato al Premio Gentlecare Sicurhouse, “Studi sull’applicazione del metodo Gentlecare in ambito geriatrico. L’attualità del modello”, vincendo nel dicembre 2016 il primo premio con un elaborato dal titolo “Giorno dopo giorno dobbiamo vivere; se possibile bene”. Fa da cornice un mio sempre maggiore interesse verso l’area del benessere psicologico, al fine di promuovere e gestire le risorse personali di ogni individuo. Contatti: giardini.ilaria@libero.it

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