“Mi guardo allo specchio e mi vedo grassa ma non riesco a rinunciare a niente!”

Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase da qualcuno che conosciamo o noi stessi l’abbiamo detto più volte in modo sconsolato ed accusatorio?

Questa è una di quelle frasi che io definisco frasi suicide; partono da una convinzione molto spesso errata e confusa che non fa altro che aumentare questa nostra convinzione, facendo sì che si crei un circolo vizioso di rinunce, fallimenti e divieti, portandoci a credere davvero di non essere in grado di cambiare rotta.

Analizziamo meglio la frase e scopriamo insieme cosa c’è di sbagliato e soprattutto cosa si può fare per uscire dal tunnel della fame nervosa!

Per prima cosa, e qui ci viene in aiuto la PNL (Psico Neuro Linguistica), il nostro cervello lavora per lo più per immagini e quando nella frase è presente un’immagine molto forte, la negazione non viene proprio presa in considerazione.

È come se vi dicessi: “Prova con tutte le tue forze a non pensare al gelato!”; inevitabilmente la prima immagine che vi sarà venuta in mente è proprio quella del gelato.

Questo ci succede in tante situazioni della nostra vita, quando ci neghiamo di fumare, ci diciamo che non vogliamo urlare e così via; ci rivolgiamo a noi stessi sotto forma di negazione ma ciò che andiamo ad innescare è proprio un continuo focalizzare il nostro pensiero su ciò che vorremmo evitare.

Prendiamo ad esempio una persona intimorita dal dover parlare in pubblico; continuando a ripetersi: “Non mi devo emozionare, non devo bloccarmi mentre parlo”, secondo voi cosa accadrà? Esattamente l’opposto!! Parlare in negativo al nostro cervello è controproducente.

Aggiungo inoltre che il nostro cervello registra tutto ciò che sente, indipendentemente che sia vero o no, pertanto se io ripeto ad un bambino “sei un incapace”, poi succede che più avanti se lo sente dire da un professore o persino da un amico, accadrà che quel bambino si convinca davvero di non essere capace. Le parole hanno un potere immenso e vanno usate con criterio.

Se io applico questo principio alla nostra frase iniziale “Mi guardo allo specchio e mi vedo grassa ma non riesco a rinunciare a niente” accade l’inevitabile: più ripetiamo a noi stessi di essere grassi e di non farcela più finiremo per crederci davvero ed ogni volta che inizieremo una nuova dieta o ci iscriveremo in palestra, dentro di noi risuonerà una vocina che dirà “tanto fallirai ancora prima di vedere i risultati”!!!

Così si getta la spugna, non ci si prova nemmeno; del resto se io so di non valere nulla e di fallire ogni volta, cosa ci provo a fare? Siete sicuri però di non riuscire davvero nel vostro intento, chi ve lo dice? Solo voi stessi.

Esploriamo assieme un altro aspetto negativo e controproducente della nostra frase: “Non riesco a rinunciare a niente

Tornando al tema del cibo, in un precedente articolo vi proponevo un esercizio sulle patatine, chiedendovi di ripetervi per una decina di volte l’imperativo: “Non devo pensare alle patatine!”; nella nostra mente, quando ci neghiamo qualcosa, accade qualcosa di meraviglioso, seppur lo ammetto anche un po’ fastidioso: veniamo sommersi proprio da quell’immagine che cercavamo di scacciare.

Questo avviene non solo per il fenomeno della negazione, già descritto ma anche perché quando ci neghiamo qualcosa, quel qualcosa diventa il nostro sorvegliato speciale, quell’immagine o pensiero da tenere sotto controllo; succede così che più pensiamo di non doverci pensare, più invece ne saremo ossessionati.

Si tratta della fame della mente, immagini mentali che rendono anche un semplice odore qualcosa di inebriante e di cui non potremmo fare a meno. È così che ci vietiamo di mangiare qualcosa in particolare, ma l’obbligare la nostra mente a non pensarci causerà l’effetto opposto: ci renderà schiavi di quell’alimento, finché non ne assumeremo e ne saremo condizionati.

È un tipo di fame molto pericolosa, da tenere sotto controllo perché può portare nel tempo, al fenomeno delle abbuffate. Non solo!

Immaginate di dover iniziare una dieta abbastanza restrittiva, ci è stato tolto pane, pizza, pasta, gelato tranne i gusti di frutta, ecc. Tu che stai iniziando la dieta sei una persona a cui piace andare a mangiare una pizza con gli amici, che tutti i giorni a pranzo si mangia il suo bel piatto di pasta e che quando deve mangiare un gelato, i gusti alla frutta non sono minimamente contemplati.

Pensate a quanto lavoro costringiamo la nostra mente! Le chiederemo di non pensare al gelato o alla pizza in maniera così frequente ed assillante che finiremo per avere voglia di pizza farcita di gelato!!

Ho volutamente sottolineato una parolina magica, “tolto”; potente però di una magia in realtà maligna perché tutto ciò che ci viene privato da altri ci rende in un qualche modo impotenti sul processo di guarigione.

Lo psicologo psicoterapeuta Carl Rogers ci insegna che ogni individuo è in grado di mettere in atto strategie che ristabiliscano l’equilibrio poiché spinto all’autoguarigione.

Questa frase la dice lunga sul potere curativo innato in noi stessi. Ovvio però che da soli è tutto più difficile e a tratti ci possa sembrare impossibile; si ha bisogno di un terreno favorevole per far sì che la persona possa, forte delle sue capacità, avere la condizione ideale per poter uscire da una situazione problematica.

Parliamo però in questo articolo di percorsi dimagranti! La persona che intende intraprendere una dieta solitamente si rivolge ad un nutrizionista, il cui compito è quello di redigere un piano alimentare idoneo alla persona e agli obiettivi che si è prefissata.

Non entro nel merito di tale discorso in quanto non è terreno di mia competenza, ma lo è tutto ciò che riguarda gli scherzetti della psiche e posso affermare che ciò che manca in questo tipo di percorso è un supporto motivazionale, andare ad indagare la motivazione che sta dietro tale scelta e cercare di rafforzarla in caso fosse debole e rischiasse di portare la persona al fallimento.

Non ci si può aspettare che il nutrizionista proponga questo tipo di lavoro poiché non è di sua competenza. Ad ognuno il suo mestiere, è vero, ma allora cosa deve fare una persona che vuole dimagrire?

Se è vero, come abbiamo detto, che ognuno possiede le capacità per uscire da una situazione problematica ma ha bisogno che gli si crei la condizione favorevole al cambiamento, il ricevere una dieta scritta con un programma dettagliato giornaliero di ciò che può o non può mangiare non basta; o comunque non a tutti.

Molti vorrebbero dimagrire e spesso hanno anche una spinta motivazionale molto forte (es. rischio di infarto) ma dentro di loro si innescano delle componenti emotive troppo forti per riuscire a gestire il senso di fame e soprattutto le privazioni che, inevitabilmente, una dieta comporta.

Un percorso con uno psicologo prima o durante il percorso dimagrante può aiutare la persona a:

  • capire il suo livello di motivazione
  • mantenere alta in tutto il percorso la spinta motivazionale
  • diventare più consapevoli della componente emotiva che scatta durante un percorso dimagrante
  • rinforzare le capacità/strategie che la persona possiede per far fronte ad una difficoltà
  • vivere con serenità e consapevolezza la propria alimentazione e il proprio rapporto con il cibo

In ultimo ma non per importanza, perché credo sia uno degli obiettivi cardine del counseling alimentare, è quello di contrastare l’effetto yo-yo di una dieta.

In molti avranno vissuto la felicità di riuscire a dimagrire, anche in poco tempo e apparentemente senza troppi sforzi e poi, nel giro di altrettanto poco tempo, riprendere tutti i kg persi, spesso con anche gli interessi; si raggiunge un peso superiore a quello che si aveva in partenza, prima della dieta. Quanta frustrazione e delusione avvertite in questo processo?

Affrontare un percorso dimagrante assieme ad uno psicologo può aiutare a contrastare questo fenomeno che molto spesso diventa un circolo vizioso; si dimagrisce e si ingrassa nuovamente come appunto uno yo-yo che continuamente sale e scende lungo lo spago.

Spesso le persone sono spaventate da un percorso psicologico pensando a “cosa mai sarà, cosa mi chiederà?”, nel momento però in cui si va a chiedere ed approfondire, scopri che all’età di 50 anni hanno provato con innumerevoli programmi dimagranti, prodotti miracolosi, una quantità immane di denaro spesa e risultati eccellenti nell’immediato, poi di nuovo il declino!

Fino a che non si entrerà a conoscenza della parte emotiva che ci spinge a mangiare e non si rinforzerà la motivazione a dimagrire, ogni percorso avrà una buona probabilità di risultare fallimentare.

Vi vorrei salutare con un bellissimo pensiero di Oscar Wilde “Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”, lasciandovi questo mio pensiero: se ci concediamo una volta ogni tanto, con consapevolezza, una tentazione, questa non sarà più considerata tale dalla nostra mente!

 

 

BIBLIOGRFIA E SITOGRAFIA

Terapia centrata sul cliente, Carl R. Rogers

Mindful Eating – Libro – Una metodologia innovativa per regolare il rapporto con il cibo, Teresa Montesarchio

https://www.my-personaltrainer.it/dimagrire/termogenesi-adiposo-specifica.html

 

 

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Ilaria Giardini
Sono la Dott.ssa Ilaria Giardini, nata a Cattolica e cresciuta a Pesaro; laureata in Psicologia presso l’Università degli studi di Urbino. Sono psicologa, abilitata all’esercizio della professione e iscritta all’Ordine degli Psicologi delle Marche (n° 2675). Durante la specializzazione in Psicologia Clinica mi sono sempre più interessata all’approfondimento della Psicogeriatria, campo in cui lavoro tutt’ora, facendo parte dell’equipe del Centro Diurno Margherita di Fano (specializzato nelle demenze in particolar modo di tipo Alzheimer) e in cui mi sto ulteriormente perfezionando; ho ottenuto da poco la certificazione come Operatore Validation e ho partecipato al Premio Gentlecare Sicurhouse, “Studi sull’applicazione del metodo Gentlecare in ambito geriatrico. L’attualità del modello”, vincendo nel dicembre 2016 il primo premio con un elaborato dal titolo “Giorno dopo giorno dobbiamo vivere; se possibile bene”. Fa da cornice un mio sempre maggiore interesse verso l’area del benessere psicologico, al fine di promuovere e gestire le risorse personali di ogni individuo. Contatti: giardini.ilaria@libero.it

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