Ciascuno di noi esperisce quotidianamente moltissime sensazioni corporee delle quali si chiede spesso l’origine: (…) esse sono assolutamente reali e possono derivare da molteplici ragioni (…). In ogni caso le persone affette da ansia per la salute le interpretano quasi sempre erroneamente.” 

Saldamente ancorato su un impianto cognitivo-comportamentale, il libro La paura delle malattie. Affrontare e superare l’ansia per la salute e l’ipocondria, edito da Erickson, promette ai suoi lettori di giungere, finalmente, alla risoluzione dell’ipocondria. Obiettivo ambizioso perché, come si legge appunto nelle premesse, solitamente chi soffre di questo disturbo ci combatte da anni.

Secondo gli autori, le persone con ansia per la salute fanno molta confusione fra segni e sintomi di una malattia, e temono soprattutto i primi e “tendono a catalogare come sintomi tutte le sensazioni che appaiono inadeguate o inconsuete e che fanno pertanto sospettare la presenza di una malattia, con il rischio tuttavia, di non lasciarne fuori nessuna”.

Il libro è di facile lettura, adatto ad un pubblico vasto, scritto con un linguaggio scientifico, ma semplice. Tutte le nozioni strettamente psicologiche introdotte sono spiegate in maniera semplice e completa. Attraverso esempi clinici e stralci di testimonianze di pazienti, viene fornito un quadro del variegato mondo delle persone affette da ipocondria, in cui può essere più semplice riconoscersi.

Da otto mesi, quasi tutti i giorni, mi sento fiacco e impacciato e avverto mal di testa e pesantezza alle gambe (…) inizialmente ero convinto fosse una semplice influenza, ma dopo tre settimane di sintomi costanti ho cominciato a temere di avere la SLA (…). I medici stanno cercando in tutti i modi di convincermi che non ho niente, ma sono convinto che abbiano tralasciato qualcosa di importante: i sintomi che avverto sono reali, ed è molto probabile che abbia la sclerosi multipla o un tumore al cervello!” (Jonathan)

oppure

“…È impossibile che i dolori che avverto derivino da stress o cattiva alimentazione: la verità è che ho un cancro allo stomaco, e se non interverrò subito sarò destinata a morire in poco tempo!” (Joan)

Per comodità il libro si divide in sezioni. Nella prima viene spiegato da cosa deriva l’ansia per la salute, cioè da un’errata interpretazione di segni e sintomi, da un eccesso di falsi allarmi in cui sintomi poco rilevanti provocano forti preoccupazioni e da un ambiente familiare in cui prevale un clima ansiogeno o in cui vi sono stati episodi negativi legati alla malattia di un membro della famiglia.

Inoltre, aiuta il lettore a comprendere se ne soffra o meno. Sembra infatti che le persone con ipocondria abbiamo una maggiore attenzione selettiva per i segnali che invia loro il proprio corpo, di cui notano ogni minima modificazione.

Si è visto quindi che in molti casi questi soggetti presentano delle soggettive ma innocue modificazioni fisiologiche che altri non sussistono. Ciò potrebbe dipendere da fattori biologici, come ad esempio la conformazione di determinate strutture cerebrali, ma la ricerca in questo specifico campo è ancora limitata e da confermare.

Per completezza scientifica vengono illustrate anche le interazioni tra corpo e cervello e fatta una disamina tra diversi tipi di ansia e tra ansia e depressione.

Inoltre il lettore viene guidato in un percorso di autoconoscenza che giunge fino alla compilazione di un test, il Witeley Index. Sostanzialmente chi sta leggendo il libro impara a comprendere se ciò che percepisce è frutto di una sua rielaborazione psichica, di normali sensazioni corporee o piccole problematiche di salute.

Nella seconda parte il libro assume una connotazione più pratica e si introduce il modo con cui spezzare il circolo vizioso dello stress.

Qui l’approccio cognitivo comportamentale del libro risulta evidente: vengono elencate varie tecniche di gestione dello stress come il training di respirazione, problem solving ecc. e si fanno compilare al lettore diverse tabelle in cui si devono valutare diversi aspetti della propria vita su una scala da 1 a 10.

Siccome per gli autori l’incapacità di rilassarsi è una delle cause di costante attenzione alle proprie sensazioni corporee, hanno anche progettato un training di rilassamento della durata di 10 settimane e diversi esercizi scritti utilizzando il metodo ABC per eliminare i pensieri ansiogeni.

Il percorso immaginato procede poi finalmente all’eliminazione anche dei comportamenti ansiogeni legati alla salute, grazie anche a diversi homework che vanno completati settimanalmente indicando anche i vantaggi e gli svantaggi delle azioni attuate e dei tentativi di rassicurazione.

In un’ottica squisitamente comportamentale, vengono anche suggeriti esercizi corporei di esposizione enterocettiva per conoscere meglio il proprio corpo e le sensazioni che possono comparire durante varie attività.

Per comprendere meglio questo concetto può essere utile analizzare uno dei vari esercizi comportamentali illustrati. In una tabella vanno indicati la data e il comportamento adottato quel giorno in risposta a una particolare preoccupazione per la salute, ad esempio: “Controllare i linfonodi”.

Nella colonna accanto va descritto nel dettaglio l’insieme di azioni adottate per mettere in pratica quello specifico comportamento, “controllare ripetutamente i linfonodi attraverso una continua autopalpazione”.

Nell’ultima colonna il lettore deve scrivere con sincerità che cosa ha invece prodotto il comportamento attuato: l’ha davvero aiutato a calmare l’ansia? L’ha aumentata?

Sorprendentemente compilando questa tabella molte persone si rendono conto che il comportamento adottato non solo non ci ha aiutato a rilassarci, ma ha prodotto conseguenze fisiche fastidiose, come nel nostro esempio, in cui il soggetto ha riportato “gonfiore e indolenzimento dei linfonodi stessi” dovuto all’esagerata frequenza e intensità dell’autopalpazione.

L’efficacia di questo esercizio è quindi doppia, permette sia di rendersi conto dell’inefficacia degli atteggiamenti abituali, sia delle conseguenze negative che producono sul proprio fisico.

Sulla stessa falsariga è il foglio in cui si devono indicare vantaggi e svantaggi del comportamento attuato (Foglio 12). Un uomo che controllava tutto il giorno un neo che aveva sul braccio si era reso conto così di non aver più tempo né interesse per altro, di rimanere indietro con il lavoro e di non trascorrere più tempo con la moglie e i figli.

L’efficacia del metodo cognitivo-comportamentale adottato, in fondo sta tutta qui: i pazienti si rendono conto “come un fulmine a ciel sereno” di quanto la propria patologia influenzi la loro vita e li abbia corrosi giorno dopo giorno senza che se ne rendessero conto.

La terza ed ultima parte del volume offre al lettore vari spunti su come mantenere i risultati raggiunti e gestire le ricadute imparando ad esempio a rapportarsi con il medico, ad affrontare piccoli disturbi della vita quotidiana, a gestire meglio lo stress e l’ansia, nonché il rapporto con familiari e amici che di solito viene logorato da pazienti particolarmente ipocondriaci.

Nel complesso il libro è piacevole, di facile fruizione, adatto ad un pubblico che non ha dimestichezza con la psicopatologia. Da questo punto di vista trovo che lo scopo degli autori sia in linea con l’obiettivo che si prefigge Cultura Emotiva, ovvero far arrivare a tutti un concetto, un messaggio, che possa essere spunto utile di riflessione.

L’impianto fortemente cognitivo-comportamentale aiuta il lettore a migliorare la propria ipocondria gradualmente, quasi accompagnandolo per mano. Si passa infatti da una prima fase in cui si viene aiutati a comprendere, anche a livello teorico, la propria problematica, allo step successivo in cui si cercano di modificare i propri pensieri, fino alla modificazione e mantenimento delle proprie azioni/abitudini.

D’altro canto questo libro si rivela molto utile per il professionista psicologo non tanto per quanto concerne la parte teorica, che un professionista del settore dovrebbe ormai conoscere bene, ma come spunto per la terapia con il paziente, per suggerire tecniche ed esercizi.

Bibliografia

Asmundson Gordon J.G & Taylor Steven (2018), La paura delle malattie. Affrontare e superare l’ansia per la salute e l’ipocondria. Erikson.

 

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Francesca Crotti
Dopo aver conseguito il diploma al liceo socio- psicopedagogico in un tranquillo paese in provincia di Bergamo, mi sono “lanciata” nella facoltà di psicologia all'università degli studi di Milano Bicocca, nella quale ho conseguito la laurea triennale e poi magistrale in psicologia clinica con 110 e lode nel 2016. Ho svolto un anno di tirocinio tra l'ospedale della mia provincia e il consultorio familiare, esperienze dure ma molto formative. Nel frattempo ho intrapreso un master biennale in consulenza sessuale concluso nel 2018. Lavoro sia presso una cooperativa che privatamente come psicologa e tutor. Cosa mi ha fatta appassionare alla psicologia? Il pensiero che tutti abbiamo diritto ad esprimere il proprio dolore e ad essere sostenuti nel proprio percorso di rinascita, senza essere per questo discriminati. Sono una persona curiosa , aperta alle novità e a diverse esperienze. Contatti: francescacrotti@outlook.it

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