Come è noto, la pubertà rappresenta una tappa fondamentale per lo sviluppo sessuale sia maschile che femminile. Durante questa fase “alcune modificazioni neuroendocrine e metaboliche provocano cambiamenti somatici e comportamentali determinanti per l’acquisizione di una nuova corporeità e di una nuova identità” (Simonelli, 2002, p. 85).

Nello specifico del genere femminile, la pubertà è segnalata dalla comparsa del primo ciclo mestruale, il quale indica sia culturalmente che biologicamente il passaggio dall’età infantile a quella adulta.

Ma cosa succede quando la pubertà insorge precocemente, durante un periodo dello sviluppo nel quale la donna può essere considerata ancora bambina?

La pubertà precoce comprende numerose manifestazioni, accomunate dall’essere riferibili ad eventi puberali che occorrono con un notevole anticipo (prima dei dieci anni) rispetto ai tempi della pubertà fisiologica.

Affinché il menarca si verifichi, sono necessarie due condizioni: l’incremento di afflusso delle gonadotropine ipofisarie, rilasciate dall’ipofisi anteriore a seguito di segnali ipotalamici, denominate FSH (ormone follicolostimolante) – necessario per la produzione del follicolo e degli estrogeni – e l’LH (ormone luteinizzante) – necessario per lo scoppio del follicolo e la produzione del corpo luteo – accanto ad un importante aumento della produzione degli ormoni steroidei (per lo più estrogeni) da parte delle gonadi (ovaie).

Qualunque causa conduca ad un’accelerazione di questi fenomeni, provoca un’anticipazione dei tempi della pubertà fisiologica. Sussistono due differenti tipologie di pubertà precoce:

  • costituzionale o idiopatica, maggiormente diffusa, provocata dalla prematura attivazione del sistema endocrino-riproduttivo;
  • pseudopubertà precoce, determinata da “affezioni primitive delle gonadi o delle ghiandole corticosurrenaliche” (Simonelli, 2002, p.97), in cui si ha nella ragazza uno sviluppo anticipato dei caratteri sessuali secondari privo della contemporanea maturazione delle gonadi.

È possibile inoltre distinguere la pubertà precoce in:

  • Centrale: la tipologia più comune, nella quale il processo è identico alla pubertà normativa con la differenza che inizia prima della norma. In questo caso la ghiandola ipofisaria richiede la produzione di ormoni, chiamati gonadotropine, stimolando le ovaie per dare luogo ad altri ormoni, gli estrogeni. Saranno questi ultimi, di natura sessuale, a determinare i cambiamenti della pubertà, come lo sviluppo del seno nelle ragazze;
  • Periferica: condizione diversa dalla precedente, oltre che rara. I sintomi sono innescati dagli estrogeni ma la ghiandola pituitaria (ipofisi) del cervello non è coinvolta.

Nelle bambine con pubertà precoce la statura appare generalmente più alta rispetto a quella delle coetanee, sebbene in seguito “diventi più bassa a causa della precoce saldatura delle cartilagini epifisarie e disarmonica per il minore sviluppo degli arti inferiori rispetto al tronco” (ibidem, p. 98).

Il trattamento non tardivo della pubertà precoce tuttavia, soprattutto quando si verifica nelle bambine e nei bambini molto piccoli, può aiutarli a crescere più alti di quanto non avrebbero fatto senza trattamento.

Alcune particolari condizioni potrebbero essere riconducibili alla pubertà precoce, anche se, in realtà, si tratta di situazioni diverse.

Può infatti aver luogo un telarca precoce, ovvero uno sviluppo mammario in fase iniziale che avviene in età giovanile e che può essere riscontrato spesso nelle bambine di pochi anni, ma che si risolve in maniera autonoma e non richiede un trattamento particolare.

In alternativa, è possibile assistere ad un pubarca precoce, vale a dire ad uno sviluppo precoce di alcuni peli pubici o ascellari in tenera età. Quest’ultimo può essere causato da un adrenarca precoce, ovvero dal rilascio anticipato di ormoni da parte delle ghiandole surrenali.

Anche questo non costituisce generalmente un problema, ma, dal momento che può porsi come manifestazione del primo segno di un rilascio anormale e in eccesso di ormoni surrenali, andrebbe valutato e monitorato.

Nel momento in cui compaiono i primi segni di pubertà precoce, sarebbe indicata una valutazione pediatrica ed eventuali approfondimenti indicati dallo specialista. Qualora poi la pubertà precoce sia accertata, lo specialista suggerirà un trattamento specifico volto a bloccare l’anticipo puberale. Il trattamento prevede una iniezione intramuscolo.

Ciò che è essenziale tenere a mente in questi casi riguarda il fatto che un’anticipazione della pubertà rispetto alle coetanee è accompagnata da un comportamento tendenzialmente infantile, in quanto non è stato ancora raggiunto, a livello emotivo, quel grado di maturità indispensabile per affrontare cambiamenti di un tale calibro.

Uno dei problemi conseguenti alla pubertà precoce è senz’altro rappresentata dal disagio psicologico e relazionale, effetto dei cambiamenti corporei e del confronto coi pari.

Come accennato, le possibili complicanze della pubertà precoce possono includere problemi sociali ed emotivi: bambine che iniziano la pubertà molto prima delle proprie coetanee possono essere estremamente coscienti dei cambiamenti che si verificano nel corpo, i quali possono potenzialmente influenzare l’autostima e la sensazione di integrazione della propria identità.

Guardarsi allo specchio e scorgere dei seni da adulta, nonostante l’età anagrafica sia ancora quella di una bambina, abbandonare la “spensieratezza” data dall’assenza del ciclo mestruale e, soprattutto, sentir gravare su di sé il peso della responsabilità riproduttiva “prima del tempo” – fattore che talvolta incrementa il controllo e la protezione da parte dei genitori – può scombussolare il modo di sentirsi della giovane, specialmente quando tali cambiamenti sopraggiungono in maniera inaspettata, “dal giorno alla notte”, come si suol dire.

Presentare un corpo da adolescente quando in realtà il modo di agire e di affrontare il mondo è ancora quello di un’infante, potrebbe creare un certo grado di disforia e di “perdita di identità fisica” che si riversa sul piano psichico.

Se si aggiunge alla componente intrapsichica anche quella interpersonale del confronto con le proprie amiche/compagne di classe/di giochi, la situazione si fa ancora più drammatica: la giovane potrebbe sperimentare lo svilimento derivante dalla sensazione/pensiero del “Perché a me?”.

Come intuibile, un repentino cambiamento del proprio corpo a cui non si è minimamente preparate e che avviene in un momento inatteso dello sviluppo accresce il vissuto di non riconoscersi in esso e pone di fronte alla sfida di elaborare la perdita della propria infanzia, che sopperisce di fronte alle trasformazioni di un corpo che diviene via via sessuato.

Il quadro si presenta come più complesso quando non viene accertata una pubertà precoce vera, ma è tuttavia presente un anticipo puberale “fisiologico”che non prevede un trattamento farmacologico, bensì una vigile osservazione ed un accompagnamento della bambina nel mondo dei grandi. In questo caso lo sviluppo cerebrale e psicologico della bambina può non essere adeguato ad affrontare i rapidi cambiamenti corporei.

La giovane può apparire oltremodo spaventata e preoccupata delle rapide evoluzioni che stanno verificandosi, percependo pulsioni, sensazioni e bisogni diversi da quelli dei coetanei che sono rimasti “indietro”, ancora in una fase pre-pubere.

Proprio il fatto di essere “qualche passo più avanti” rispetto al gruppo dei pari accresce la sensazione di vedersi diverse, su un altro piano, in cui non si vorrebbe stare.

Possono emergere, in questo stadio, comportamenti nuovi e mai provati, oppure già sperimentati durante l’infanzia e poi dimenticati, come la stimolazione delle zone genitali o la masturbazione e cambiamenti caratteriali e umorali legati alla stimolazione ormonale.

L’aumento della produzione ormonale potrebbe infatti accrescere ed accelerare la comparsa di stimoli che si avvicinano a quelli della vita sessuale adulta, che la giovane, ancora inesperta, non riesce a chiarificare in quanto si presentano per la prima volta ad un livello più propriamente sessuale.

In casi simili si rivela appropriato un supporto psicologico alla bambina, con lo scopo di spiegarle cosa sta accadendo al corpo, alle emozioni e alle sensazioni.

È imprescindibile che essa conosca il funzionamento del corpo e sappia quali aspetti fisici cambieranno (il seno che cresce, la comparsa della peluria in zone del corpo nuove, il cambiamento dell’odore del corpo, la lubrificazione vaginale, la prima mestruazione).

Questa spiegazione va effettuata per gradi, con un linguaggio semplice e comprensibile per prepararla a verificare gli effettivi cambiamenti, evitando colpevolizzazioni, timore o vergogna.

La bambina va aiutata ad esplorare il proprio corpo e le proprie sensazioni.

È necessario quindi un supporto anche alla coppia genitoriale che deve preparare l’ambiente sociale (ad esempio la scuola) a questi cambiamenti per far sì che tutto avvenga in modo naturale. Generalmente questo percorso ha una buona efficacia e non emergono comportamenti patologici.

Se questi cambiamenti non vengono opportunamente accompagnati, i bambini possono percepire il corpo come estraneo o ingannevole. Possono verificarsi comportamenti di ritiro o di isolamento sociale finalizzati alla protezione del sé, alla minimizzazione del confronto con gli altri. Possono emergere sensi di colpa e di inadeguatezza che influenzano negativamente le tappe di sviluppo tipiche della fase adolescenziale.

Va ricordato che le bambine con pubertà precoce o anticipatapotrebbero trovarsi a vivere sentimenti di estremo imbarazzo di fronte alle coetanee che fino a quel momento venivano sentite fisicamente simili, speculari, omologate.

Oltretutto, la percezione che i bambini (ed i preadolescenti) hanno del proprio corpo, dei propri ritmi di crescita e dei loro mutamenti rappresenta una delle componenti fondanti nella creazione di quella che sarà l’immagine di Sé e che si scontra con un momento di forti conflitti con l’arrivo della pubertà, specialmente se questa compare con anticipo rispetto allo standard (11-14 anni).

Questo fenomeno, specie se di precoce comparsa, suscita l’impressione di perdere i propri punti di riferimento corporei: quella percezione di sé divenuta abituale e relativamente stabile nel tempo.

In una situazione simile non sembra per niente facile accettarsi all’interno di un corpo che cambia e accompagna una sessualità emergente: così, se non si diviene capaci o non viene fornita l’opportunità di parlarne con una figura nella quale si riponefiducia, si potrebbe diventare facili prede di tutta una serie di reazioni negative che vanno dalla vergogna allo sconforto per un’infanzia percepita come spezzata, interrotta, che abbandona.

Può aiutare quindi avere accanto persone adulte che sappiano rassicurare rispetto all’arrivo di una crescita repentina ed inattesa, supportando il superamento di un’infanzia considerata ormai perdutae facilitandol’inizio della costruzione di una “nuova” identità.

 

BIBLIOGRAFIA

Simonelli, C. (2002). Psicologia dello sviluppo sessuale e affettivo. Roma: Carocci editore.

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Elisa Ginanneschi
Cresciuta in un piccolo paesino, ma con grandi sogni per la testa. Le coordinate che da sempre danno direzione ai miei obiettivi sono quelle che chiamo le "Due P": Poesia e Psicologia. Mi sono laureata in Psicologia Clinica alla Sapienza di Roma con 110 e lode con una tesi dal titolo "L'accoglienza dei soggetti transgender nel contesto sanitario". Durante il corso di laurea magistrale ho svolto il Percorso d'Eccellenza occupandomi di plusdotazione, in particolare dell'influenza dello stile genitoriale sulle caratteristiche di sviluppo dei bambini plusdotati. Attualmente frequento l'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma per diventare consulente sessuale e svolgerò un tirocinio presso l'Istituto di Ricerca in Sessuologia Clinica. Sostenitrice dei diritti LGBTQI+, appassionata lettrice dei segnali dell'animo umano. Ho pubblicato diverse raccolte di poesia, dal titolo: Arcano Verbo, Carne e spirito, Suppliche mondane, Dieci a mezzanotte, Liriche di luce e D'estro e d'arsura. Contatti: elisaginanneschi11@gmail.com

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