Spesso il cambiamento spaventa, e a ragione. Stiamo tutti sperimentando un periodo difficile – surreale quasi – che ci impedisce di vivere sonni tranquilli.

Ad oggi sono 10.590 (dati del 11/03/2020) le persone contagiate per Covid-19 nel nostro Paese; numero, purtroppo, in continuo aumento. Da un giorno all’altro ci siamo ritrovati a vivere catapultati in una nuova dimensione con delle implicazioni sulle nostre abitudini quotidiane e soprattutto emotive che sono pesanti, troppo pressanti da tollerare.

Proprio perché quello che stiamo vivendo è un evento storico, il primo con un impatto così diretto e dilagante sull’Italia e nello specifico all’interno del proprio nucleo amicale e familiare, è opportuno chiederci in che modo questo evento stia cambiando il modo di vivere e abitare il nostro tempo, le relazioni affettive ed in particolar modo le relazioni di coppia.

Quello che stiamo riscoprendo non è soltanto l’importanza del vivere appieno, organizzandola, la giornata che abbiamo a disposizione, trascorrendola in casa per il bene della salute propria e di tutti, ma più che mai l’importanza del contatto fisico e dell’abbraccio, di qualsiasi gesto che implichi un’intimità.

Si scatena, potremmo dire, quella che Jack Brewn nel lontano 1966 concettualizzò col termine “reattanza psicologica”, vale a dire che l’individuo è mosso, nel momento in cui la sua libertà viene limitata, a ristabilire il proprio principio di indipendenza.

Improvvisamente, quindi, viene voglia di moltiplicare le uscite e le passeggiate, le gite fuori porta, le visite in nuovi posti, la necessità di fare la spesa.

Questo momento che ci obbliga a trascorrere la maggior parte del tempo dentro casa, non solo ci dà l’opportunità di interrompere la frenesia abitudinaria e di dedicarci ad attività su cui prima risultava difficile poter investire, ma ci fa riscoprire l’importanza dell’incontro, della connessione emotiva.

La paura, solitamente, accende gli animi e avvicina le persone che stanno vivendo una situazione spiacevole o allarmante, unisce, rafforza, sprigiona una forte dose di emotività che se condivisa permette di giungere ad un livello più profondo di connessione.

Parlo di tutte quelle coppie conviventi che normalmente non hanno occasione di passare molto tempo insieme per via degli impegni lavorativi e che in qualche modo ora si ritrovano a fare i conti con la gestione congiunta delle attività all’interno delle mura domestiche.

La buona notizia è il tempo da poter investire nella propria vita sessuale, che ora può finalmente vedere sprigionato il suo potenziale.

Ovviamente, si potrebbe registrare un calo di desiderio in tutte quelle coppie che temono per la salute dei propri cari, dichiarati a rischio o che potrebbero soffrire di patologie che li espongono a maggiore possibilità di contrarre il virus.

In questo caso la salute sessuale potrebbe subire degli sconvolgimenti per l’innestarsi di un possibile vissuto di apatia scaturente dalle proprie preoccupazioni, salute che però potrebbe giovare della presenza del/la proprio/a partner.

Per tutte quelle coppie che in genere non riescono a passare del tempo insieme e i cui familiari sembrano esclusi da un contagio comprovato, questo potrebbe essere un momento per coltivare la propria intimità relazionale.

Abbiamo infatti come la sensazione che all’interno del nucleo sicuro e rassicurante della propria casa si divenga quasi intoccabili, che nulla possa accadere, seppure al di fuori invece ci sentiamo esposti e vulnerabili.

Mai come adesso si sente il bisogno della rassicurazione dell’altro e mai come adesso si potrebbe sfruttare questa assurda e insieme opportuna occorrenza della distanza con le altre persone per restare più vicini al proprio/a amato/a.

Dedicarsi del tempo e dedicarsi all’altro potrebbe aiutare a ridurre la quota di stress che in questo momento ci sta investendo, facendo riscoprire l’importanza della dualità e del corpo, corpo in questo momento temuto e insieme amato, necessario.

Coccole, massaggi, carezze, maggiore dialogo e attività da proporre dentro e fuori la camera da letto potrebbero apportare un grande beneficio nel viversi questa insolita regressione verso il passato, un ritorno quasi atavico all’interno della cornice della propria abitazione, “anche oggi che” (come ci dice la cantante Giorgia in “Scelgo ancora te”) “che non è facile, non è sufficiente, abbracciarsi un po’”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteSpossatezza: la sensazione di essere malati ora è un’emozione
Articolo successivoLa disorganizzazione familiare nella quarantena
Elisa Ginanneschi
Cresciuta in un piccolo paesino, ma con grandi sogni per la testa. Le coordinate che da sempre danno direzione ai miei obiettivi sono quelle che chiamo le "Due P": Poesia e Psicologia. Mi sono laureata in Psicologia Clinica alla Sapienza di Roma con 110 e lode con una tesi dal titolo "L'accoglienza dei soggetti transgender nel contesto sanitario". Durante il corso di laurea magistrale ho svolto il Percorso d'Eccellenza occupandomi di plusdotazione, in particolare dell'influenza dello stile genitoriale sulle caratteristiche di sviluppo dei bambini plusdotati. Attualmente frequento l'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma per diventare consulente sessuale e svolgerò un tirocinio presso l'Istituto di Ricerca in Sessuologia Clinica. Sostenitrice dei diritti LGBTQI+, appassionata lettrice dei segnali dell'animo umano. Ho pubblicato diverse raccolte di poesia, dal titolo: Arcano Verbo, Carne e spirito, Suppliche mondane, Dieci a mezzanotte, Liriche di luce e D'estro e d'arsura. Contatti: elisaginanneschi11@gmail.com

ADESSO COSA PENSI?