Articolo scritto da – Isabella Anzuino e Andela Jelić

Nell’arco della vita la persona percorre diverse fasi partendo dall’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta fino alla terza età e ognuna è caratterizzata da condizioni fisiologiche specifiche. L’invecchiamento, come ogni fase, permette di acquisire nuove esperienze, conoscenze e capacità. Invecchiare è un processo e, in tal senso, implica un cambiamento e pone nuove sfide.

Sebbene la possibilità e l’incidenza di malattie in tarda età siano maggiori, l’invecchiamento rappresenta una fase del ciclo di vita e, per questo, anche gli anziani hanno diritto a vivere uno stile di vita che implichi il più alto grado di benessere.

Come fonte di benessere si possono considerare tutte le attività quotidiane di una persona, ad esempio, le abitudini alimentari, l’attività fisica, il tempo dedicato alla lettura, lo stare in compagnia con famiglia e amici. Tutte queste attività insieme creano uno stile di vita personale che contribuisce sia alla salute fisica che mentale.

Cosa vuol dire “stile di vita sano” per le persone sopra i 65 anni?

È evidente che la partecipazione a esperienze attive e socializzanti, in cui sono promossi processi cognitivi, emotivi e motivazionali, come quelle musicali, influisce in maniera positiva sulla qualità della vita delle persone anziane.

Anche fare esercizio fisico è importante. L’attività fisica, infatti, stimola il rilascio di sostanze, quali le endorfine, che agiscono in modo simile ad un antidepressivo e fanno sentire più sereni e rilassati. Un’attività fisica giornaliera può ridurre il rischio di declino cognitivo ad ogni età, così come lo stress e l’ansia.

Vale lo stesso per un’alimentazione sana ed equilibrata. In questa età, l’alimentazione può svolgere un ruolo di prevenzione delle malattie o comunque può influenzare in maniera positiva la salute delle persone.

Il cibo che mangiamo è uno dei bisogni primari di ogni essere umano

Per le persone sopra i 65 anni in buona salute, valgono le regole alimentari uguali come per gli adulti. Un’alimentazione basata su consumo di frutta, verdura fresca, cereali (integrali), proteine di origini vegetali come i legumi, pochi grassi e pochi zuccheri semplici e tanta acqua.

D’altra parte, oltre alle sue qualità nutritive per il nostro organismo, il cibo assume anche una valenza sociale e simbolica: ci si mette insieme a tavola per creare e rafforzare i legami familiari e sociali, per celebrare i momenti importanti della vita e per trasmettere usanze e valori culturali.  

Cibo e cervello

Sappiamo quale cibo piace al nostro palato. E anche quali alimenti fanno crescere i muscoli o ci danno più energia. Ma che cosa sappiamo del cibo che aiuta il nostro cervello a svolgere le sue funzioni quotidiane e gli permette di resistere all’invecchiamento e alle malattie degenerative?

Con l’avanzare dell’età è normale che il cervello invecchi e diventi meno efficiente. Molti problemi però potrebbero essere prevenuti avendone una maggiore cura nel corso della vita.

Un’alimentazione adeguata è il primo e indispensabile presupposto per un invecchiamento attivo e in buona salute. Alcuni cibi, infatti, sono ricchi di nutrienti che possono aiutare a proteggere la salute cerebrale e prevenire le malattie.

Ad esempio, una dieta ricca di acidi grassi omega-3 – presenti in noci, semi di lino e pesce azzurro – ha un ruolo importante nei processi cognitivi. Al contrario, diete ad alto contenuto di grassi saturi, presenti in carne e formaggi, riducono i substrati molecolari che supportano l’elaborazione cognitiva, aumentando il rischio di disfunzione neurologica.

I cibi ricchi di acido folico e vitamina B – come i legumi, gli agrumi o gli ortaggi a foglia verde – proteggono i neuroni eliminando l’eccesso di omocisteina, un aminoacido tossico che attacca le cellule nervose.

Betacarotene e antiossidanti – contenuti in alcuni alimenti come pomodori, frutti rossi e tè verde – combattono i radicali liberi che danneggiano le cellule e migliorano il trasporto di ossigeno al cervello.

Ciò che mangiamo, quindi, può influenzare la nostra attività cerebrale. Seguire una dieta sana ed equilibrata è utile per rigenerare i neuroni e favorire la “plasticità cerebrale”, ovvero la capacità del cervello di modificare la propria struttura e le proprie funzionalità anche in età adulta.

Guardare al cibo solo in funzione del peso corporeo o della maggiore o minore quantità di grasso accumulato nell’organismo è riduttivo.

Se da una parte ci possiamo rimboccare le maniche e dedicare al miglioramento del nostro aspetto fisico e alla salute del nostro corpo, dall’altra la stessa attenzione la possiamo riservare alla nostra mente.

Perché il corpo è una macchina che ha bisogno di essere guidata, e il motore principale, il cervello, ha bisogno costantemente di essere nutrito, magari con accortezze e scelte alimentari che possono fare da stimolo alle sue attività.

In conclusione, un’alimentazione equilibrata e varia, unita ad uno stile di vita con movimento fisico regolare e molti contatti sociali, è le base migliore per una terza età sana.

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl legame mente e corpo: l’effetto dello stress
Articolo successivoDOGMAN – Il bisogno di contatto con l’aggressività
Andela Jelic
Nel luglio 2018 mi sono laureta in Psicologia per il benessere: riabilitazione, empowerment e tecnologie positive presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi sul “Promoting Well-Being in Food Communication: the effect of message framing”. Un argomento che mi interessa in modo particolare è la comunicazione vista come un elemento importante che sta tra la persona e quello che può essere una forte risorsa del benessere, come l'alimentazione, la musica o nuove tecnologie. Contatto: ajelic1304@gmail.com

ADESSO COSA PENSI?