“Quando siamo insieme il mio partner mette il cellulare dove può vederlo.”

“La mia partner tiene il cellulare in mano quando è con me.”

“Il mio partner guarda il suo cellulare quando parla con me.”

“Se c’è una pausa nella conversazione la mia partner controllerà il suo cellulare.”  

Avete mai vissuto uno di questi momenti? Se sì sappiate che questi comportamenti ricadono sotto il nome di un fenomeno preciso: il Phubbing.

Il Phubbing consiste nell’ignorare gli altri o il proprio interlocutore durante le interazioni sociali, a causa dell’uso dello smartphone.

È un concetto coniato in occasione di una campagna pubblicitaria proprio per contrastare questo fenomeno. Il termine è l’unione della parola phone (telefono) e snubbing (snobbare) e si riferisce quindi al fatto di “snobbare” l’altro a favore del cellulare.

Gli smarthphone permettono di controllare Instragram, Facebook, Twitter mentre aspettiamo il nostro ordine al ristorante, o di controllare le chat o le notifiche mentre siamo in compagnia o stiamo conversando con qualcuno. È intuibile quanto questo sia diffuso oggi, nel tempo della tecnologia, degli smarthphone e dei social media.

Che effetto ha il phubbing sulla relazione con gli altri?

Diversi studi si sono proposti di indagare gli effetti del phubbing nelle relazioni, in particolare nelle relazioni intime, anche se questo fenomeno può verificarsi in qualsiasi tipo di relazione, tra amici, famigliari e colleghi.

Pensate a un episodio di phubbing che avete vissuto, per esempio una situazione in cui il vostro interlocutore ha ripetutamente controllato le notifiche del cellulare o ha sbloccato lo schermo a ogni vibrazione. Come vi ha fatto sentire? Probabilmente vi sarete sentiti infastiditi, non ascoltati e anche insoddisfatti del tempo trascorso insieme ed è facile intuire che possano essere seguite delle discussioni.

L’uso del cellulare in presenza del partner ha impatto sulla soddisfazione della relazione e sul benessere personale (Roberts & David, 2016): la distrazione data dal suono del cellulare, dalle notifiche o dal voler controllare un social network porta a una diminuzione della soddisfazione della relazione, a un aumento dei conflitti (Roberts & David, 2016) e a livelli più alti di gelosia (Krasnova et al., 2016).

Oltre ai conflitti, ciò che diminuisce la qualità percepita della relazione è anche la mancanza di intimità che si crea a causa dello spostamento dell’attenzione dal partner allo smartphone (Halpern & Katz, 2017).

L’attenzione viene distolta dal nostro interlocutore o da colui con cui stiamo interagendo e viene canalizzata verso il cellulare e le numerose informazioni che veicola. Per quanto le persone sappiamo prestare attenzione a più di una cosa per volta, le informazioni che il cellulare e una connessine a internet mettono a disposizione sono davvero numerose e attraenti.

Il phubbing ha certamente un impatto negativo sulle relazioni, eppure molti di noi, per non dire tutti, lo hanno di certo messo in pratica qualche volta, perché a volte resistere alla tentazione di leggere una notifica o controllare i social per sapere cosa gli altri stiano facendo è difficile da inibire.

Spesso non c’è una linea netta tra il phubbee (chi lo subisce) e il phubber (chi lo mette in atto) e succede che i due ruoli vengano ricoperti da entrambe le parti.

Il phubbing è un fenomeno talmente diffuso da essere percepito come un comportamento normale.

L’attuazione reciproca di phubbing, tra chi lo subisce e chi lo attua, determina una sorta di circolo vizioso e induce a pensare che “in fondo lo facciamo tutti”. L’esposizione al fenomeno e la percezione che gli altri pensino e agiscano come noi sono due fattori che potrebbero spiegare perché il phubbing venga considerato normale (Chotpitayasunondh & Douglas, 2016).

Ma allora il cellulare è uno strumento che divide invece che unire? Che impedisce la comunicazione invece che facilitarla?

Naturalmente non si può demonizzare lo smartphone o chi risponde a un messaggio mentre è davanti a noi: un fenomeno va sempre contestualizzato ed è necessario valutare quanto influisca sulla propria vita e la relazioni con gli altri.

Ciò che vogliamo dire è che il phubbing esiste e, seppur sia percepito come un comportamento normale, ha un impatto negativo sulla qualità della comunicazione e sulla soddisfazione della relazione con gli altri. Esserne consapevoli è importante perché ci permette di sapere l’effetto che hanno le nostre azioni sugli altri e di regolare il nostro comportamento.

Magari leggere questo articolo vi ha fatto rendere conto di essere stati un phubber per qualcuno e ora ne conoscete gli effetti e potete fare le vostre riflessioni.

La prossima volta che vi capiterà di usare il cellulare durante una conversazione fateci caso!

Bibliografia:

Chotpitayasunondh, V., & Douglas, K. M. (2016). How “phubbing” becomes the norm: The antecedents and consequences of snubbing via smartphone. Computers in Human Behavior63, 9-18.

Haigh, A. (2015). Stop phubbing. Retrieved fromhttp://stopphubbing.com.

Halpern, D., & Katz, J. E. (2017). Texting’s consequences for romantic relationships: A cross-lagged analysis highlights its risks. Computers in Human Behavior71, 386-394.

Krasnova, H., Abramova, O., Notter, I., & Baumann, A. (2016). Why phubbing is toxic for your relationship: Understanding the role of smartphone jealousy among “Generation Y” users.

Roberts, J. A., & David, M. E. (2016). My life has become a major distraction from my cell phone: Partner phubbing and relationship satisfaction among romantic partners. Computers in human behavior54, 134-141.

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Irene Cazzaniga
Piacere, sono Irene! Mi sono laureata in psicologia clinica e neuropsicologia nel ciclo di vita presso l’università di Milano Bicocca. In passato ho fatto diverse esperienze nell’ambito dei minori, sia tramite un tirocinio presso una comunità mamma-bambino, sia tramite esperienze di volontariato. Attualmente sono una volontaria presso una cooperativa sociale che propone percorsi di ippoterapia per bambini e ragazzi. Amo i film, i libri e la fotografia e credo nel loro grande potere comunicativo. Attualmente sto svolgendo il tirocinio post lauream presso un reparto di neuroriabilitazione cognitiva, nel quale ho modo di fare esperienza del mondo dell’adulto, sia dal punto di vista del disagio psicologico che della riabilitazione neuropsicologica. La neuropsicologia in particolare è un’area che mi interessa a livello professionale. Contatti: irene.cazzaniga93@gmail.com

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